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TELEVISIONE..NO GRAZIE MEGLIO LA RETE ..leggere..commentare..scrivere
400 dollari al barile
post pubblicato in Diario, il 28 giugno 2008
 

Quanto siamo disposti a pagare benzina e diesel?  eppure con aria e acqua si può fare benziana...sarà vero?
da http://giovaniudcaiello.blogspot.com/2008/06/con-aria-e-acqua-si-fa-la-benzina.html

 

È l'energia racchiusa nell'uovo di Colombo. Si comincia prelevando l'anidride carbonica dall'aria. Poi si prende dell'acqua, e si separa l'idrogeno dall'ossigeno. A quel punto, unendo gli atomi di idrogeno con quelli di carbonio, si ottengono – come dice la parola stessa – degli idrocarburi. Non fossili, ma nuovi di zecca.Jeffrey Martin e William Kubic, due scienziati del Los Alamos National Laboratory – il centro di ricerca dove fu concepita la prima bomba atomica – non sono i primi a sognare di poter alimentare le automobili del futuro con aria e acqua. Ma la novità è che, durante un convegno in Florida, hanno annunciato di aver perfezionato l'idea con poche, strategiche innovazioni. E assicurano che quel sogno è alla portata del genere umano. «La tecnologia per produrre carburanti da quelle abbondanti materie prime è, nei fatti, già disponibile», scrivono Martin e Kubic.Ora, prima che alla portata del genere umano, sarà più facilmente alla portata degli americani. «Il nostro progetto – si legge in un comunicato di Los Alamos – favorisce la sicurezza energetica americana, perché riduce la dipendenza dalle importazioni di petrolio». È utile ricordare che la missione del laboratorio del Manhattan Project – tutt'oggi responsabile della sicurezza del deterrente nucleare americano – è la «sicurezza nazionale». Il comunicato non dice se la procedura inventata da Martin e Kubic sia stata brevettata o meno. Ma il fatto curioso è che il suo nome è stato registrato come un vero e proprio marchio di fabbrica. E, per di più, con un sapore vagamente patriottico: «Green Freedom». Inutile dire che questa benzina sintetica, in quanto fabbricata con la CO2 prelevata dall'atmosfera, avrebbe un impatto neutro sull'algebra del riscaldamento climatico. Già oggi è possibile estrarre la CO2 dall'aria, portandola a contatto con del carbonato di potassio. Ma la chiave di volta di Green Freedom sta nel passo successivo, quando la CO2 va ulteriormente separata: «Abbiamo trovato il modo di ridurre del 96% l'energia necessaria a questo passaggio, rendendo l'intero progetto economicamente sostenibile».Secondo i loro calcoli, ci vogliono 5 miliardi di dollari, per costruire un impianto capace di fabbricare 18mila barili al giorno di benzina sintetica, derivata dall'aria e dall'acqua. Senza violare nessuna legge della fisica, Green Freedom promette di essere energeticamente in attivo, nonostante – anche solo per "spaccare" le molecole di acqua – richieda notevoli quantità di energia. Non a caso si fa notare che, se funzionasse in coppia con una centrale nucleare, i costi si abbasserebbero ulteriormente.Considerando gli elevati costi iniziali, Martin e Kubic calcolano che Green Freedom «sarà economico il giorno in cui la benzina costerà 4,60 dollari al gallone». Oggi in America – complice la storica, generosa fiscalità alle pompe di benzina – il carburante costa circa 3 dollari al gallone. Dunque in Europa, dove la benzina costa più del doppio, sarebbe già economico da oggi. Di Marco Magrini
FONTE: IL SOLE24ORE.COM

 

Secondo la denuncia di Lyndon LaRouche sarebbero i Reali a volere la fame nel mondo, il Principe Filippo d’Inghilterra e il Principe Bernhard d’Olanda, secondo LaRouche sarebbero le oligarchie dei due paesi a promuovere l’iperinflazione di energia e del cibo.

Sempre secondo LaRouche i due vorrebbero eliminare l’80% della popolazione umana attraverso una combinazione di guerre, malattie e carestia, arrivando nelle prossime generazioni ad una drastica riduzione della popolazione a due miliardi di persone, quindi un terzo del totale sopravviverebbe, i paesi più colpiti sarebbero proprio quelli asiatici con il più alto sviluppo e non solo, quindi Cina, India, Indonesia, Malaysia, Pakistan, Zimbabwe, Marocco.

In questa prospettiva dice LaRouche i governi saranno impegnati a fronteggiare emergenze di tipo energetico ed alimentare volute dalle oligarchie e dai loro seguaci servi, in quella che potrebbe essere una catastrofe umanitaria, aggiunge non è troppo tardi ancora per porre rimedio a tutto questo, ma aggiunge che prima occorre eliminare il potere oligarchico inglese.

Il vertice di Jeddah dove si sono riuniti i principali capi di governo per discutere sull’aumento della produzione petrolifera non ha prodotto risultati, anzi stando alla stampa sono stati tutti delusi, e questo vuol dire che non ci saranno grandi cambiamenti, almeno per ora, quindi LaRouche non ha tutti i torti quando dice che la catastrofe è imminente, prevedendo un autunno molto caldo!

A voler essere ottimisti c’è da piangere, non resta che sperare in Robin Hood a questo punto, solo lui può avere la meglio contro lo sceriffo di Nottingham, solo lui può aiutare la popolazione affamata e vessata, ma gli inglesi amano i Reali e guai chi glieli tocca, un pezzo di pane forse lo potranno sempre avere!

Se devo dire il mio pensiero non credo sia solo il volere dei Reali se così fosse, ci sono altre gerarchie che controllano il petrolio ed il mercato, ma qualche sospetto può anche esserci, come per il fatto che la nuova borsa del petrolio iraniana è una bella spina nel culo della borsa inglese ed americana, in quanto questa ha come moneta di riferimento l’Euro che di fatto aiuta a schiacciare il dollaro, insomma sto cazzo di Iran gira e rigira ha sempre qualche responsabilità, ma credo che a spaventare di più siano gli effetti della loro borsa … altro che uranio!!

Via: http://www.larouchepac.com/



da http://www.umanamenteidiota.com/index/2008/05/10/petrolio-a-400-dollari-una-goduria-per-i-suv/

Il petrolio secondo i “luminari” dell’economia speculativa terminale potrebbe arrivare a 400 dollari, dieci volte quanto costava solo qualche anno fa, le prospettive per il futuro fanno ben sperare in una “catastrofe” morbida, una specie di impoverimento graduale e fittizio, perché nella sostanza i prezzi sono artificiali voluti dalla speculazione, il libero mercato ragazzi e liberamente fanno quel che cazzo gli pare!

A questo punto conviene investire nei produttori di biciclette, non stò scherzando, quale altro mezzo di locomozione privato sarà possibile con la benzina che potrebbe raggiungere anche i 3 Euro al litro? Le bici appunto!

In compenso ci saranno molteplici benefici, riduzione dell’inquinamento, meno traffico per la strada, marciapiedi liberi, tutti in forma ed in salute, niente bollo auto, niente assicurazione, una pacchia!

Quindi a meno che la pedalata non venga tassata tutti in bici, pedalareee!


Un articolo pubblicato da Liberazione in uno speciale natalizio sul cibo, insieme alla recensione di Mauro Capocci del nuovo libro di Peter Singer. Vegan Reich!

Vi lamentate del prezzo delle zucchine? Fare la spesa è diventato sempre più proibitivo?  Immaginate cosa potrebbero dire le persone che vivono nei paesi meno ricchi del nostro, che stanno subendo un aumento ormai globale dei prezzi del cibo. Il 2007 è stato l'annus horribilis in cui il grano ha raggiunto i 400 dollari alla tonnellata e l'indice dei prezzi del cibo dell'Economist ha raggiunto il valore massimo dalla sua nascita nel 1845.

Partiamo proprio dall'Economist, il settimanale del capitalismo globale, che nelle scorse settimane ha pubblicato uno speciale sul cibo (tradotto in Italia da Internazionale), incentrato sul prezzo delle derrate alimentri, che come è noto sta salendo a dismisura in tutto il mondo. Il titolo dell'Economist è sin troppo chiaro: La fine del cibo economico, un pronostico sulla fine del cibo a basso costo cui ci avevano abituato la rivoluzione verde e l'uso del petrolio in agricoltura, per far andare i trattori ma anche per produrre fertilizzanti e diserbanti. Questi fattori tecnici, insieme all'aumento dei terreni coltivati, ci hanno garantito per decenni una gran quantità di cibo a prezzi relativamente bassi, anche se non tutto il mondo sarebbe d'accordo con questa visione (si pensi ai cronici problemi di approviggionamento alimentare di alcune zone dell'Africa). Bene, forse quell'era è finita. E anche nella sua fine è implicato il petrolio, non quello a poco prezzo del dopoguerra ma quello a 100 dollari il barile della guerra in Iraq e dell'aumento della domanda globale. 




Sarà catastrofe climatica entro il 2020

BILDERBERG 2008, NESSUNO NE PARLA

Ecco perché il petrolio aumenta


Il disastro climatico sta già portando la fame

DOSSIER /in sella alle alghe

LE ACCISE IN ITALIA  COSA SUCCEDE IN KOSOVO   Il crollo degli    petrolio a 150 dollari  U.S.A.Cosa vuole la Cina perchè aumenta il grano Le citta' più sporche del mondo  Un mare di plastica Una recessione necessaria Il nostro pianeta è un forno a microonde
italiani sboroni...!
post pubblicato in Diario, il 8 novembre 2007
Multe a volonta', parcheggi inesistenti,  ma quasi quattro automobilisti su dieci dichiarano di non volerne sapere dei mezzi pubblici e che nulla riuscirebbe a fargli cambiare idea

Petrolio vicino ai 100 dollari. Da settimane il trend è quello della crescita,  ma noi  italiani  SBORONI  continuiamo in Europa  ad essere la nazione con  il maggior numero di  auto procapite ogni 1000 abitanti.

In media ogni 1000 abitanti in Italia esistono 768 veicoli, ma la situazione varia da città a città:

Roma 955 veicoli ogni mille abitanti
Torino 850
Firenze 833
Milano 810
Bologna 764
Napoli 764
Palermo 745
Genova 743

Media Italia 768
4 mesi fa 
http://www.ecoage.com/ambiente/automobil...
 
Per non farci mancare nulla abbiamo il record mondiale  di Auto blu: oltre 570.000 auto
pubblicato: martedì 03 luglio 2007 da Alvise-Marco Seno in: Curiosità Mercato 


Contribuenti.it è un’associazione che tutela gli interessi dei contribuenti italiani.
L’ente ha condotto uno studio volto all’analisi della flotta di auto con conducente a disposizione dei dipendenti di Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private.
Il risultato dell’indagine è un per nulla invidiabile record mondiale per l’Italia, risultato il Paese con il più elevato numero di auto blu al mondo: 574.215 automobili.
Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti d’America: 73.000 (!), Francia 65.000, Gran Bretagna 58.000, Germania 54.000, Turchia 51.000, Spagna 44.000, Giappone 35.000, Grecia 34. 000 e Portogallo 23.000.

  • Il problema non sembra avere soluzione: dal 2001 al 2006, alla voce «noleggio di automezzi» nel bilancio delle spese che gravano sulle casse dello Stato si è verificata una vera impennata; i costi sono cresciuti da 28 a 140 milioni di euro, pari a un aumento reale del 357%.
  • Iin seguito alle norme antismog emanate dallo stato e dalle amministrazioni locali (di ogni colore politico);  limitandosi a quelle immatricolate prima del 1997, cioè le euro 0 ed euro 1  le rottamande euro 0 ed euro 1 sono 13.000.000, con quello che costa mantenere un'auto, anche solo di spese fisse e obbligatorie come bollo, assicurazione, revisioni e controlli vari, quelle che sono in circolazione  dovrebbero, x essere ammortite  nel loro costo, mantenute il doppio della loro vita attuale.
  •  Auto demolite in realtà alla metà della loro vita presunta, che è ragionevole considerare in almeno 200.000.chilometri
    (in Italia è ancora diffusa la credenza,  alimentata da produttori e commercianti di auto, che una vettura sia da buttare quando ha raggiunto i 100.000 km, ma non è affatto vero).

Il costo energetico di queste operazioni e' immenso e l'impoverimento patrimoniale dei proprietari  aumenta a dismisura.

XV Rapporto ACI-CENSIS

 Roma, 16 gennaio 2007 -  quindicesimo rapporto ACI-Censis.

Il Presidente dell’ACI nel commentare i risultati del Rapporto ha osservato che “Spendiamo troppo per muoverci male. I cittadini, costretti ad adoperare meno l’automobile a causa dei costi troppo elevati, o a adoperarl comunque non avendo alternativama nei mezzi pubblici, non riescono più a soddisfare il loro fabbisogno di mobilità. Di fatto i cittadini continuano  l’uso della loro auto nonstante  i costi di gestioneche si mantengono troppo elevati ,oltre 3.600 euro l’anno per ogni auto.

Il Rapporto evidenzia come con il progressivo invecchiamento della popolazione si determinano nuove forme di consumo della mobilità individuale. Si consolida la domanda di auto più comode,maneggevoli e con il cambio automatico, e di una segnaletica più grande e più luminosa.

Di seguito sono messe in luce le principali linee di tendenza del nostro sistema mobilità, così comerilevate dal XV Rapporto ACI-Censis.

 L’Italia invecchia al volante

 Come ci muoviamo? Domina l’auto, in calo i mezzi pubblici, ma la passeggiata…

Anche tra gli over 65 l’auto è il mezzo più usato. Per gli spostamenti ricorrenti la scelgono benl’80,4%, solo sei punti in meno degli under 30 (86,3%). Mentre nel ricorso ai mezzi pubblici urbani ed extraurbani gli ultrasessantacinquenni risultano in leggero vantaggio (35,9%, contro il 33,4% deigiovanissimi), sul fronte delle due ruote, ovviamente, non c’è lotta: 37,8% nella fascia 18/29 anni,1%, in quella 65 e oltre, che torna a distanziare i più giovani quando si tratta di muoversi a piedi:20,3 contro 16,5 per cento.

 rapporto completo

Rapporto ACI-Censis 2007:
gli automobilisti confessano
i propri vizi al volante

Contenuto principale

Corrono, guidano indisciplinati e, soprattutto i giovani, si ubriacano. Gli under 24 risultano i peggiori.  E' la fotografia non rassicurante che emerge dall'ultimo Rapporto ACI-CENSIS sui vizi degli italiani al volante. Uno studio che dimostra come sia necessario mettere in atto tutte le scelte che permettano ai giovani, ma non solo a loro, di comprendere il proprio ruolo alla guida di un veicolo.

Leggi il comunicato stampa integrale (file PDF, 55 Kb)


Il 60% degli utenti infrange il Codice. In 10 anni il numero dei morti
è aumentato del 31,9 % e quello dei feriti del 46,9%. Un quadro preoccupante

"Moto troppo pericolose"
Allarme dall'Aci-Censis






La fotografia è chiarissima, per certi versi preoccupante: gli automobilisti italiani ormai sono quasi tutti motociclisti. Ma quando viaggiano su due ruote diventano incredibilmente trasgressivi (il 60% infrange il Codice della Strada) e possessivi (nella stragrande maggioranza dei casi il proprietari è anche l'utilizzatore unico del mezzo). In più per gli incidenti ormai è allarme rosso: in 10 anni il numero dei morti è aumentato del 31,9 per cento e quello dei feriti del 46,9%. Sono questi i dati dell'ottavo rapporto Aci-Censi che come consuetudine fotografa il sistema mobilità italiano. 

di VINCENZO BORGOMEO
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