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BOSCO DELLA LAMA
post pubblicato in Diario, il 9 luglio 2007

 AROMAMEDITERRANEO







Come da scaletta alle 7 Stefano è davanti al cancello di casa, carichiamo la bike e partiamo x l’escursione prevista attraverso la Foresta della Lama passando anche dalla riserva naturale di Sassofratino. Alle 8 circa giunti a Forlì si aggrega, Paolo un collega di lavoro di Stefano: direzione S.Sofia.Arrivati a Galeata scarichiamo le bici e affrontiamo i pochi chilometri che mancano a S.Sofia facendo così un breve riscaldamento in previsione di un difficilissimo percorso con dislivelli di oltre 1200 metri. E’ previsto un tempo di transito di non meno di otto ore, soste comprese x circa 80 km. Partiamo in direzione Poggio la lastra per giungere al passo del Vinco, 925mt. Qui facciamo un simpatico incontro “un bikers” con un passeggero a bordo. “Wanda” è un simpatico Fox Terrier che con qualche annetto di troppo non riesce più a seguire il suo splendido padrone.Vanno tutti i nostri complimenti ai due Biker incontrati al  Vinco, x la dimostrazione di affetto-rispetto x un componente della famiglia così importante.  Proseguiamo non senza fatica, verso Casanova dell’Alpe, dove ci salva una magica fonte di acqua freschissima e incontriamo due amanti del tracking con i quali condividiamo la bellezza e il fascino della foresta Casentinese. Ancora qualche chilometro ed entriamo nell’ovattato ambiente delle Foreste. Da qui scendiamo fra stupendi saliscendi e soste a rinfrescanti fontane, alla piana della Lama (712 m.). La strada ricalca il tracciato di una ferrovia a scartamento ridotto del primo ‘900 e ne mantiene la pendenza moderata.



 Intorno alle ore 12.30 su di un tavolo di legno a disposizione x i pic-nic ci spariamo due fette a testa di pecorino e salcicce di cinghiale comprate a S.Sofia, il tutto accompagnato da piadina fatta dal sottoscritto poco prima di partire. Naturalmente acqua della fonte ghiacciata x dissetarci da una sete irrefrenabile.




Il posto e' veramente un incantevole incastonato fra meravigliosi boschi all'incrocio di due valloni che confluiscono verso il lago di Ridracoli. Le guide non escludono la possibilità di incontrare il lupo o le loro prede (caprioli, cervi...), l' aquila, la poiana. Il verde intenso acceca lo sguardo, si stagliano in controluce impressionanti concentrazioni di giganteschi alberi ; querce spettacolari, faggi imponenti, tassi secolari e persino millenari. La luce pulita e netta consente di apprezzare le mille piante della foresta; ginepri, felci, viole nelle radure, mentre nei prati fioriscono piante alpine come il croco e la genzana e poi ancora gigli, martagoni, orchidee... e tanto silenzio interrotto solo dallo scorrere dell' acqua limpida e fresca dei ruscelli, e dal vento che spira rinfrescante quando al sole si tocca una temperatura di oltre 32°. Dai boschi della piana della lama frequentati da numerosi escursionisti muniti di piccozza e scarpe da montagna dove è anche possibile cucinare in un camino acceso dalla forestale, siamo risaliti alla riserva naturale di Sassofratino, una zona di bosco dove l'ambiente si evolve in maniera del tutto naturale. Dal 1959, anno della sua istituzione, non viene praticata alcuna attività. forestale; le piante non subiscono tagli e si riproducono naturalmente, gli alberi caduti non vengono asportati ma lasciati al suolo, dove vengono attaccati da funghi, insetti e microrganismi che ne favoriscono la degradazione. Lo scopo della riserva è la conservazione integrale a fini scientifici e tecnici di una rara foresta, dove gli equilibri naturali non vengono alterati, rendendola quanto di piu' simile esista oggi alle antiche foreste vergini che migliaia di anni fa ricoprivano l'europa.

I 764 ettari della riserva sono sottoposti a severi e rigidi controlli, l'accesso è limitato e concesso solo per motivi di studio. In gran parte nel comune di Bagno di Romagna da un punto di vista altimetrico si estende dai 1.520 m di Poggio scali ai 650 di Campo alla Sega, in gran parte impervia, con una notevole pendenza dei versanti. Il bosco vede la presenza di molti alberi plurisecolari di dimensioni colossali  ed e' costituito in buona parte, da un' associazione di abete bianco e faggi, poi l'acero montano, l'acero riccio, il carpino bianco, l' olmo montano, il tiglio, il frassino ed il tasso. Da qui verso Corniolo ci aspetta una salita impossibile di oltre 5 km senza mai uno stacco dalla salita ..! spesso ci costringe a camminare ( non Stefano che è sempre riuscito a terminare le salite..complimenti….! ) essendo la pendenza ed il fondo di grande difficoltà. Sino al poggio della Seghettina, 820 mt, la salita è agevole,poi comincia la vera sofferenza sino al poggio della Serra, 1143 mt.  Abbiamo così costeggiato la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la vista è da mozzafiato e in tutta la sua imponenza si affaccia nella valle la diga di RIDRACOLI a cui non manchiamo di scattare numerose foto.





Giunti a Corniolo ci aspetta tutta discesa sino al ritorno a parte  qualche “strappetto”(..che veramente ammazza). La strada ben presto da sterrata diviene asfaltata , le prime auto ci sorpassano e solo allora ci accorgiamo di quanto profumo e silenzio “mediterrano” abbiamo goduto nelle tante ora passate in solitudine dentro un bosco da FAVOLA.

Alle 18 dopo una sosta x una agognata birra fresca giungiamo demoliti al piazzale delle auto a Galeata, la fatica è stata veramente tanta ma la soddisfazione di avercela fatta ripaga ampiamente. Solo qualche anno fa ero terrorizzato dal percorrere qualche centinaio di metri in bicicletta.

Sylt "First Lady" tra le isole nel Mare del Nord
post pubblicato in Diario, il 2 luglio 2007
 

       AROMAMEDITERRANEO


   Isola di Sylt    La nuova frontiera del turismo

 Grecia dalle temperature impossibili....!
 calore  sempre più insopportabile..!
 il baricentro della vacanza si sposta al Nord...!



   
Abitare il mondo: DANIMARCA  

Essendo un'isola della Frisia settentrionale, Sytil vanta tutto quanto può affascinare un amante della natura: spiagge infinite per lunghe passeggiate, straordinari paesaggi di dune, tracciati per la bicicletta, le vaste zone prosciugate dalla bassa marea (il Watt) e, naturalmente, il mare. Un elemento caratteristico di Sylt sono poi le sue falesie (Kliff), modellate dai ghiacciai dell'era glaciale, una testimonianza di tempi lontanissimi..40 km di lunghezza per una grande scelta: parte della costa battuta dai marosi, parte a Watt, in secca per la bassa marea, stabilimenti balneari frequentati dai vip, case solitarie con tetto in canne.Westerland, la più grande località termale del Mare del Nord con moderno centro terapeutico; Hörnum, Kampen, Rantum e Keitum (chiesa di San Severino, Museo di Sylt, l’Antica Casa Frisone ); il faro di Kampen; l’ „Onda di Sylt“ (piscina attrezzata), il tradizionale Incendio di Biike“; collegamenti per Romo/ Danimarca.

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