televisione.ilcannocchiale.it TELEVISIONE | televisione.ilcannocchiale.it | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

TELEVISIONE..NO GRAZIE MEGLIO LA RETE ..leggere..commentare..scrivere
Casa delle Aie:punto della situazione
post pubblicato in Diario, il 19 marzo 2009
 

Riapertura Casa delle Aie


CON UN’OFFERTA da capogiro sul canone d’affitto, la società ‘Fontana’ ha letteralmente spazzato via l’agguerrita concorrenza, aggiudicandosi, ufficialmente in via provvisoria, l’ambita Casa delle Aie. Sul piatto infatti, partendo da una base d’asta, fissata dal Comune proprietario dell’immobile. in 250 mila euro, sono stati messi ben 524 mila e 120 euro.

 

 

Titolari della società sono Cinzia Pirini, cugina di Paola che appena un giorno prima si è riconfermata al timone del Circolo Pescatori, Marino Cardinali, compagno di Cinzia, titolare di un ristorante a Berlino in cui si servono anche pietanze romagnole, e Sanzio Casadei di Castiglione di Cervia. La provvisorietà della graduatoria che mette in pole position la società ‘Fontana’ deriva dal diritto di prelazione esercitabile nei prossimi trenta giorni dall’associazione Amici dell’Arte ‘Aldo Ascione’ che gestiva il locale e affidava il ristorante.

 

Questo infatti prevedeva la vecchia convenzione, prorogata fino al 31 gennaio dato che sul nuovo testo non si è mai raggiunto l’accordo tra il Comune e l’associazione. UN INGRESSO in extremis degli Amici dell’Arte sembra tuttavia compromesso dall’esorbitante offerta messa in campo dai vincitori della gara. «Per esercitare questo diritto — spiega Daniela Poggiali, presidentessa della commissione di gara — l’associazione dovrebbe corrispondere la stessa cifra offerta da chi è primo in graduatoria. Altresì è obbligatorio essere in possesso dei requisiti e del fatturato minimo previsto nel bando per poter gestire la struttura».

 

Va quindi da sé che un’eventuale scesa in campo dell’Aldo Ascione non possa avvenire se non in forma associata, anche se ciò non è tecnicamente impossibile. Intanto Cinzia Pirini festeggia con il freno tirato. «Sono felicissima — racconta — ma lo sarò ancora di più allo scadere dei trenta giorni, perché l’incognita della prelazione è forte. In ogni caso resto disponibile anche nei confronti degli Amici dell’Arte perché per me sono un pezzo imprescindibile della città. D’altra parte mio padre Rinaldo è stato tra i fondatori dell’Aldo Ascione ed io ne sono socia dal 1974, quando avevo 14 anni. Per questo abbiamo fatto un’offerta così alta, perché le Aie rimanessero ai cervesi.

 

Non è una questione di soldi. La storia della mia famiglia dimostra il grande amore per la città e le competenze nel campo della ristorazione. Nel ’57 i miei nonni aprirono il ristorante ‘Al Porto Da Armando’, mio babbo gestì per otto anni quella che oggi è ‘La Pescheria’ ed io gestii il bar del Porto dall’89 al ‘98». A VINCERE, intanto, sono sicuramente le casse comunali che raccolgono oltre il doppio della cifra di partenza. Tra Circolo Pescatori e Aie, l’amministrazione incasserà annualmente 609mila 120 euro contro i 310mila euro che costituivano la somma dei due canoni di locazione posti come basi d’asta. Un vero ‘tesoretto’ insomma.

 

TANTI gli sconfitti illustri. Tra questi i fratelli Battistini che, con gli esiti del nuovo bando, dovranno lasciare dopo poco più di tre anni le Aie. Gli attuali gestori, che avevano offerto 360 mila euro, hanno lasciato il Comune visibilmente delusi e senza commentare. Altre offerte generose sono state cancellate da quella vincente: la ‘cordata’ a nome Andrea Plazzi, figlio del titolare della Brasserie, con 460 mila euro, la società Mammut con 453.251 euro, la società Alba guidata dal ristoratore cervese Adelio Rossi, nonostante offerta di 406.500 euro. Lorenzo Lelli

 

 

Pubblicato:7 Marzo 2009

 

Fonte: Il Resto del Carlino di LORENZO LELLI

 

Categoria: Fatti Curiosi

 

 

''La Casa delle Aie'' Un Amarcord ...di Giorgio Rocchi

Pubblicato il 09/06/2008 | da Giorgio Rocchi

Il locale in assoluto più gettonato della riviera adriatica, che chi è venuto in vacanza a Cervia, ha scelto almeno una volta, fà ancora parlare di sè. Gli avvicendamenti nella gestione della ristorazione non hanno dato, nell'ultimo decennio, i risultati attesi e per questo motivo l'Amministarzione Comunale (proprietaria dello struttura) ridiscute con gli interessati (Società Amici dell'Arte) il sistema gestionale. Questo mio Amarcord vuole far conoscere quali sono stati, per tanti anni, i motivi di frequentazione dei cervesi, dei vacanzieri, degli ospiti e dei Romagnoli che volevano trascorrere una serata "diversa".

Amarcord…. La Casa delle Aie di Giorgio Rocchi


È proprio di questi giorni la notizia che il Comune di Cervia si farà carico di riorganizzare la Casa delle Aie e assieme all’Associazione “Amici dell’Arte” pianificherà nuove strategie per i partecipanti alla gara d’appalto per l’assegnazione della gestione della ristorazione. Questo mio Amarcord…. non vuole certo essere un ulteriore motivo di discordia tra le parti, ma ritengo che attorno a quello che ha rappresentato per tanti anni il punto di ritrovo per coloro che volevano passare una serata allegra in un’atmosfera conviviale, si stia creando un alone misterioso e bizzarro. Ma lascio al tempo e a chi di dovere il difficile compito di rimettere ordine là dove ordine deve regnare. Ribadisco però il fatto che la casa delle Aie, “ i cervesi” , la sentono come la “loro seconda casa” e non gradiscono certo che qualcuno voglia distorcere quelli che sono i motivi per i quali è stata creata e molti concordano con il Comune di Cervia nel voler far chiarezza sulla gestione dei servizi offerti ai tanti visitatori/vacanzieri. Fatta questa breve premessa, vorrei ora ricordare alcuni personaggi che hanno “fatto” la storia delle AIE.
Amarcord…. il Maestro Aldo Ascione che in compagnia del Prof. Umperto Foschi fu il fondatore dell’Associazione Amici dell’Arte di Cervia e scelsero come sede definitiva proprio la casa delle Aie ( ex base logistica dei “pignarul” che utilizzavano l’aia della casa colonica per accatastare le pigne che raccoglievano nella pineta circostante), per consentire a chi si ritrovava fra quelle mura, di respirare un’aria diversa,”l’aria dell’arte”, che ognuno interpretava a modo suo. Era poco più di un’osteria quando venne chiamato a gestirla il cervese Ferdinando Nanni, e solo in seguito con l’avvento della gestione concessa a Brandolini ( det Topo), Abbondanza e Caroti, si cominciò a parlare di ristorazione vera e propria. Naturalmente lo scopo era quello di fornire una ristorazione particolare, fatta di piatti tipici e semplici ad un costo basso, proprio per consentire ai soci, ed in seguito ai tanti frequentatori, di passare in “convivialità” il tempo necessario per poter dire all’uscita : “ho mangiato bene, genuino, ho bevuto altrettanto bene, ho pagato il giusto ma soprattutto “am sò spatachè”.
Amarcord… che dopo il decennio in compagnia dei “magnifici”tre concittadini cervesi, la gestione passò nelle mani di un generoso ristoratore, Nori, che con la sua famiglia ed alcuni collaboratori diede inizio all’era dei gruppi familiari nella gestione.
Amarcord…. che dopo alcuni mesi Topo con i suoi familiari si avventurò nuovamente nella gestione di un ristorante molto simile alla Casa delle Aie, chiamato Cà Rossi che ancora oggi ci sorprende con le sue specialità. Anche Nori al termine dei suoi tre anni di gestione creò Cà Nori, richiamando sempre il sistema ristorativo della Casa delle Aie. In seguito poi trasferì l’attività in un altro ristorante che chiamò “ Al Moro” ( sempre impostato sul sistema AIE).
Amarcord …. che dopo la famiglia Nori, fu il momento di un'altro gruppo alla guida della Casa delle Aie, Zanfini Terzo e famiglia, che rimase ben otto anni a deliziarci con le sue specialità cedendo poi il testimone alla società “Viola” che faceva capo alla famiglia Fantini . Bisogna ammettere che questo tipo di ristorazione a fatto epoca e ha creato un modello al quale molti si sono ispirati e ancora oggi si ispirano.
Amarcord… quanti soci, personaggi e quanti gruppi di soci sono transitati in quelle sale e salette allestite con tavoloni in legno massiccio e sedie impagliate stile contadino. Diciamo che fino a qualche decennio fa il frequentatore più assiduo era il cervese, che amava ritrovarsi alle Aie perché sapeva che ad una certa ora spuntava fra i tavoli l’amico Berto (Cortesi) ( autore di simpatiche canzonette composte da strofe in dialetto romagnolo, che lo stesso Berto componeva, aggiornava in diretta di volta in volta e in compagnia de Murin (Finchi Agostino) e Gigin (Comandini) attaccavano con uno stornello romagnolo che ti facevano accapponare la pelle da quanto erano bravi e veri. Ora ai cervesi si sono aggiunti tanti vacanzieri di ogni paese e di tante nazioni; questa grande affluenza ci fa molto piacere, perché ogni persona che arriva alle Aie, se ne ritorna a casa con la nostra “cultura”, la nostra “arte”, la nostra “amicizia”, i nostri “usi e costumi” che a volte è difficile trovare solo stando seduti ad un tavolo con altre persone, ma ha anche logorato quello spirito associativo che ha ispirato Aldo Ascione et company.
Amarcord… anche de “I Malardot”, un gruppo canterino, che si accompagnava con qualche strumento tipico della balera e ti tenevano compagnia fino a tarda notte in modo spontaneo. Non posso certo dimenticarmi di Stefanini, di Giuliano Lolli, Pietro, e molti altri che con i loro scanzonati motivi romagnoli ti “straziavano il cuore”.
Amarcord… che era motivo d’orgoglio potersi esibire alla Casa delle Aie e allora i personaggi sopra citati, non più giovincelli, lasciarono il posto ai nuovi canterini/musicanti e così fecero capolino Mercuriali, Benaglia, Servidori ed altri suoi coetanei, che continueranno a sorprenderci con la loro caparbia e romagnola musicalità.
Amarcord….che quella era la vera convivialità che molti cervesi, soci e non, dicono che è venuta a mancare. Ma non bisogna certo desistere dal cercare di ricostruire l’atmosfera che si respirava
in quegli anni. I Presidenti e i Preposti che si sono avvicendati alla conduzione dell’Associazione Amici dell’Arte Aldo Ascione; Carlo Saporetti; Umberto Foschi; Oriano Masacci; Gino Pilandri; Eros Gambarin, Luigi Nanni, si sono sempre impegnati e prodigati per raggiungere quell’obiettivo di cui parlavo, e per onorare il loro lavoro svolto, faccio un appello all’attuale Presidente, e a tutti i componenti il consiglio, affinché si attivino per recuperare e ricreare quella situazione, che era l’essenza vitale della Casa delle Aie, magari attuando quel paventato progetto, che prevede di riservare almeno una sala ai soli soci e utilizzare i rimanenti vani per gli ospiti, non soci. Per concludere vorrei rivolgere un particolare ringraziamento a Luciano Marconi, Bruno Rossi (Cecconi), carissimi amici,
(purtroppo non più con noi) e Sergio Cecchi che mi hanno consentito di recuperare alcuni passaggi della vita di questa particolare associazione.
Arrivederci al prossimo Amarcord…
Giorgio Rocchi

 

 

I VECCHI portoni della Casa delle Aie stanno di nuovo per riaprirsi. Ieri mattina il nuovo gestore designato dal bando pubblico Cinzia Pirini ha firmato la convenzione che di fatto certifica il suo ingresso nella struttura.

 

«Tutto bene quel che finisce bene» ha commentato al termine di tutte le vicissitudini che negli ultimi mesi si sono susseguite all’aggiudicazione del ristorante, spuntata con la mega offerta di 524 mila euro sul canone d’affitto annuo che ha sbaragliato la nutrita concorrenza. «Da lunedì — ha aggiunto Cinzia Pirini — iniziano le ‘grandi manovre’. E il termine è quanto mai appropriato, dato che penso ci sarà da rifare tutto l’impianto elettrico. Molti cavi sono stati strappati dagli ‘Amici dell’Arte’ al momento del trasloco e appena si prova ad accendere una lampadina salta immediatamente la corrente. Ma d’altra parte questo tipo di manutenzione, insieme all’imbiancatura dei locali, sarà svolta dal Comune così come recita il bando. Credo che per portare a termine questi lavori ci vorrà circa una settimana. Noi intanto penseremo al mobilio e alle attrezzature da cucina». Materia che, soprattutto in termini economici, comporterà un notevole esborso a carico della nuova gestione.

«ABBIAMO già tutti i preventivi pronti e ci prenderemo questo fine settimana per vagliarli per l’ultima volta. Partiremo allestendo la cucina e tutti i locali interni poi, a breve, sistemeremo anche gli spazi all’esterno, dove non è escluso che venga posizionato qualche gioco per i più piccoli. Per allestire le stanze all’interno — prosegue la nuova gestrice dello storico ristorante — avremo bisogno di circa ottocento sedie e di centoventi tavoli che, nello stile, rispetteranno rigorosamente e fermamente l’aspetto che ha da sempre contraddistinto la Casa delle Aie. Il costo? Includendo anche le attrezzature da cucine che sono state completamente rimosse, parliamo di circa 300-350 mila euro». Quasi un altro canone d’affitto insomma, ma l’entità della cifra necessaria a riaprire le Aie non spaventa la nuova gestione che parte con il vento in poppa.

«I CERVESI stanno rispondendo benissimo — assicura Cinzia Pirini — ed hanno capito che noi non abbiamo niente a che vedere con le polemiche che si sono sviluppate negli ultimi mesi. Apriremo sicuramente entro Pasqua. D’altra parte abbiamo già numerose prenotazioni, tra le quali un pranzo nuziale. Per quanto riguarda l’offerta gastronomica — conclude la nuova gestrice della Casa delle Aie — non avremo problemi di nessun tipo e, nei limiti, cercheremo di portare accanto ai piatti tipici, una ventata di novità, introducendo, in serate particolari, la caccia o ‘mangiari’ tradizionali come l’ossobuco».

 

foto by http://www.flickr.com/photos/airforceone

 

 

 

Da http://www.riminibeach.it/notizie/cervia-casa-delle-aie

 

 

Sfoglia febbraio        aprile
calendario
rubriche
tag cloud
links
cerca