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TELEVISIONE..NO GRAZIE MEGLIO LA RETE ..leggere..commentare..scrivere
I BISCOTTI
post pubblicato in Appunti: il meglio dalla rete., il 13 gennaio 2008
 In queste pagine voglio inserire le pagine che in rete, a mio parere, meritano di essere sfogliate  da chi si interessa di cucina.
Voglio anche commentare questi post veramenti degni di nota, un gran bel lavoro pieno pulsante passione, pagine che ha volte danno punti a certe riviste di cucina.




Carenze affettive?   Dolci al cucchiaio

baci di dama

Sì! e il fatto che faccia caldo, che ci siano mandorle, burro e cioccolato a me non fa problema, oh!
Questa ricetta la uso da anni, funziona a meraviglia ed è molto, molto semplice.
  • 100 g di farina
  • 100 g di mandorle
  • 100 g di zucchero
  • 80 g di burro
  • vanillina
  • 100 g di cioccolato fondente
Tostate le mandorle nel forno caldo, finchè non diventano dorate. Sfornate e portate il forno a 170°C.
Tritate le mandorle ancora tiepide nel mixer con metà dello zuccehro, poi trasferite la miscela in una ciotola capiente e impastate tutti gli ingredienti,
Formate con l'impasto delle palline, meglio se piccole anche meno di una ciliegia, poi disponetele sulla teglia. Infornate e abbassate subito il forno a 150°C. Fate cuocere per 15'.
Una volta fredde, sciogliete il cioccolato a bagnomaria e mettetene una goccia abbondante sulla parte piatta della pallina (ovvio che le palline non hanno parti piatte, ma in un forno succede anche questo!) e appiciccateci l'altra. Per questa operazione può essere utile il cornetto per la decorazione, cosa che ho imparato da poco, altrimenti si può usare un cucchiaino o immergere direttamente la famosa parte piatta nel cioccolato.
Lasciate reffreddare il cioccolato e riempitevi di baci!

venerdì, marzo 23, 2007

Apprendistacuoca apprende...

frollini decorati!
Decorare biscotti un po' insoliti si sta rivelando la mia attività preferita! Devo dire che è anche piuttosto salutare: ci metto tanto di quell'impegno per farli che poi mi spiace troppo mangiarli e li offro ad altri...vuoi vedere che così facendo riuscirò a perdere qualche chilo??
Se qualcuno ne vuole...si serva qui sotto!

PS: questa volta le formine non sono mie...mi dicono che forse da coin si trovano. Sul catalogo online non c'è nulla ma è carino, se volete date un'occhiata. Io farò un giro al coin e vi riferirò...

sabato, febbraio 24, 2007

E questo è il cucchiaino!


Il cucchiaino è parte del kit delle formine cui appartiene anche la teiera qui sotto. L'esemplare ritratto risale ai primi di gennaio, è uno di quelli avanzati dai pacchettini che ho fatto alle amiche per natale. La frolla è sempre la stessa, con l'aggiunta di vaniglia e cioccolato sulla punta. E' fatto apposta per essere inzuppato nel caffè!

giovedì, febbraio 22, 2007

Come mordere una teiera

Ho visto usare queste formine per biscotti da the (e da che altro potrebbero essere?!) di cui dispongo in una maniera inncantevole in questo blog.

La mia versione è solo un pallido tentativo di emulazione, tanto che non ho nemmeno fatto lo sforzo di tradurre la ricetta, utilizzandone una mia, che tra l'altro avevo proposto - con l'aggiunta di vaniglia e roselline - per il celeberrimo meme dei biscotti.

Per la glassatura ho usato una ghiaccia ottenuta con albumi, zucchero a velo...e zucchero semolato perchè quello a velo mi è finito nel bel mezzo della preparazione! Sono andata a occhio usando un solo albume, ho montato insieme gli ingredienti, fino a quando non hanno raggiunto la consistenza piuttosto solida che volevo. Siccome volevo che avesse un aroma leggero ho aggiunto in parti uguali del succo di limone e dell'altro zucchero (giusto perchè non ce n'era già abbastanza...).
Ho tenuto da parte una piccola quantità di ghiaccia per aggiuncerci il colorante ( e insieme dell'altro zucchero, altrimente perdeva consistenza!).
E poi via con la decorazione!
Non ci ho fatto i fiorellini, anche se avrei voluto, perchè temevo di combinare un pasticcio...sarà per la prossima volta!


Questa invece è una versione piccola e spartana della apple pie, fatta all'ultimo minuto con gli avanzi dell'impasto e riempita di fretta con mele, scorzette di limone, zucchero, cannella e un goccio di rum. Poverina, non c'era più nemmeno un granello di zucchero a velo per decorarla!
Bè, era mangiabile lo stesso!

sabato, novembre 18, 2006

Puzzle Cookies parte II


Ho provato ad usare gli stampini per biscotti di MUJI...ve li mostro impilati perchè l'assemblaggio del puzzle era bruttino...forse devo trovare un impasto meno molle che non si deformi troppo in cottura...si accettano consigli!
(questo è anche abbastanza orribile perchè è l'avanzo delle frolle per due crostate, una bianca e una al cioccolato, fantasiosamente impastatati dalla sorellina...)

sabato, ottobre 28, 2006

MeMe dei Biscotti

Cuori ai boccioli di rosa e vaniglia
(ovvero serata tranquilla con la mia sorellina)
  • farina 175 g
  • zucchero 50 g
  • burro 100 g
  • latte 2 cucc.
  • vaniglia 1 stecca
  • 1 cucc. di petali di boccioli secchi di roselline (quelli per l'infuso)
Impastare tutti gli ingredienti, avvolgere nella pellicola e lasciar riposare in frigo per mezz'oretta. Nel frattempo accendere il forno a 180°. Stendete l'impasto con il mattarello in modo che non sia troppo sottile, poi fate tutte le forme che volete...io ho scelto quella più romantica...nel mio forno 10 minuti sono stati un po' troppi e la frolla si è leggermente dorata, mentre avrei preferito che mantenesse il suo candore. Fate vobis...c'è forno e forno...

P.S. Grazie a
Cannella che con ilsuo nuovo meme è stata fonte d'ispirazione!

P.P.S. Forse è opportuno specificare che la stecca di vaniglia è da tagliare a metà, che da ogni metà occorre ricavare i semini (sono semini?!) e che solo questi sono da impastare insieme agli altri ingredienti...

Dolci dal mondo della rete..
post pubblicato in Appunti: il meglio dalla rete., il 11 gennaio 2008
 


da http://fiordizucca.blogspot.com/2006/03/frollini-di-riso-al-cacao-e-cardamomo.html

27 March 2006

Frollini di riso al cacao e cardamomo

Frollini di riso al cacao e cardamomo

Ma che sapore ha, una giornata uggiosa? Il weekend é stato piovosissimo, ed anche oggi non é da meno. Vento bufera e pioggia orizzontale che mi sporca tutti i vetri! Sabato peró siamo usciti a fare due passi per le vie del centro cittadino e a visitare il mio spacciatore di tazze e tazzine preferito. Questa volta niente di buono, ma tra gli attrezzi da cucina ho finalmente trovato la pistola, quella per i biscotti. L'ho trovata ad un prezzo molto decente, e per questo sprovvista di ricettario. Ma di quello me ne sono resa conto solo quando sono arrivata a casa. Che c'é di meglio che spararsi due biscotti in una giornata cosí? Ho capito che il segreto per sparare meglio é che la pasta dev'essere morbida altrimenti i biscotti non escono nemmeno a cannonate. Mi sono ricordata che Roberta, ormai latitante da molti mesi, aveva sparato dei biscotti al burro qualche tempo fa. Ho lavorato con le dosi facendomi aiutare dal cervellone di casa e ho aggiunto un po' a caso, cacao e cardamomo.



Il risultato é quello che vedete. Ho usato la farina di riso al posto della "00" cosí li puó mangiare anche Gaia, ed i frollini risultano ancora piú friabili. Anche Gus Gus si é divertito a sparare. All'inizio bisogna farci la mano, troppi spari potrebbero essere letali. Quando la pasta é ormai finita allora capisci come accidenti si usa. Di forme bizzarre ne sono venute fuori, anche quelle non previste dalla confezione!

Ingredienti: 300gr di farina di riso, 170gr di burro, 70gr di zucchero, 1 uovo, 1 cucchiaio di cacao amaro in polvere, 1 cucchiaino di cardamomo in polvere, 1 pizzico di sale

Mettete il burro a temperatura ambiente nel mixer. Mixate per qualche secondo fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungete a poco alla volta lo zucchero e continuate a mixare fino ad ottenere una crema spumosa. Aggiungete l'uovo, mixate. Poi la farina, un cucchiaio alla volta. Infine il cacao e il cardamomo o un'altra spezia a piacere. Prendete la pasta e schiacciatela un po' tra le mani per eliminare l'aria. A poco la volta mettetela nella pistola e sparate della forma che piú vi aggrada. Cuocete in forno pre-riscaldato a 180 C per 15 minuti o fino a quando non si saranno dorati. Fate raffreddare bene prima di mangiare e serviteli con il vostro té preferito.





da  
http://lacilieginasullatorta.blogspot.com/

Mini cakes ai mirtilli






Quando vedo i mirtilli non riesco a fare a meno di associarli a dei soffici muffins ancora tiepidi e pieni di meravigliose bacche viola; i muffins si preparano in tempi record, piacciono davvero a tutti e ne esistono infinite varianti, sia dolci che salate. Dato che di muffins ne ho fatti davvero troppi, ultimamente cerco di camuffarli sotto forme diverse.. ed ecco i mini cakes, la mia ultima dolce "ossessione"!








La ricetta: Mini cakes ai mirtilli
per 8 mini cakes o 12 muffins medi

Ingredienti:
375 g di farina autolievitante
75 g di farina 00
2 uova intere
250 ml di latte
125 g di burro fuso
115 g di zucchero di canna
200 g di mirtilli lavati e asciugati
vaniglia a piacere
Preriscaldare il forno a 180°C. In un recipiente setacciare la farina, aggiungervi lo zucchero e i mirtilli e mescolare; sbattere le uova assieme al latte e alla vaniglia e versare sugli ingredienti asciutti, unire anche il burro fuso (tiepido) e mescolare velocemente con un cucchiaio di metallo fino a quando gli ingredienti risultano amalgamati (Melt&Mix). Affinchè il prodotto finale non risulti gommoso, il composto non dev'essere perfettamente liscio ma deve presentare alcuni piccoli grumi. Aiutandosi con due cucchiai, distribuire l'impasto negli stampini imburrati o negli appositi pirottini di carta, riempendoli per 3/4; cuocere per 30 minuti e fare la prova cottura infilandovi uno stecchino nel centro, quando questo uscirà perfettamente asciutto sfornare i dolci e lasciarli raffreddare. Servire freddi o tiepidi, sono migliori se consumati lo stesso giorno.

Nota: se utilizzate mirtilli surgelati utilizzateli subito, senza farli scongelare, altrimenti l'impasto si colorerà con il succo dei mirtilli.

 


Crème brûlée




 

Come si fa a resistere al piacere di rompere il sottilissimo strato di croccante caramello per scoprire la delicatezza della crema alla vaniglia?

Il successo di questo dessert sta proprio nei contrasti tra il croccante e la cremosità, tra il sapore forte del caramello e la delicatezza della crema.. senza dimenticare che i dolci al cucchiaio hanno sempre una marcia in più, mettono a proprio agio e hanno quel non so che di infantile.
Spesso questo grande classico della pasticceria francese viene bistrattato qua in Italia.. sfido, è quasi impossibile trovarne una che sia fatta a regola d'arte: la consistenza non è mai quella giusta, per non parlare dello strato di zucchero caramellato ammorbidito che fa proprio passare la voglia di affondare il cucchiaino e.. la Vaniglia dov'è?? Eppure vi assicuro che non ci vuole tanto, anzi!


La ricetta: Crème brûlée à la vanille

Ingredienti:
1 litro di panna fresca
9 tuorli d'uovo
150 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
zucchero di canna
Preriscaldare il forno a 150°C. Tagliare il baccello di vaniglia a metà, nel senso della lunghezza, prelevare i semi con l'aiuto di un coltello e metterli da parte. Sbattere i tuorli e lo zucchero con una frusta fino a sbiancare il composto. Versare la panna e i semi di vaniglia in un pentolino e scaldare su fuoco dolce, al primo accenno di bollore togliere subito dal fuoco, filtrare il tutto con uno chinois e versare gradualmente e molto lentamente sui tuorli avendo cura di mescolare continuamente; questo passaggio è molto importante in quanto permette di temperare i tuorli evitando che si cuociano. Distribuire in 6-9 cocottine individuali , riempiendole per 3/4; sistemare le cocottes in una teglia abbastanza alta e riempire d'acqua (le cocottes devono essere immerse per metà). Infornare e cuocere per circa 1 ora e 15', la crema dev'essere ben ferma sui bordi e morbida al centro.
Lasciar raffreddare completamente, coprire ogni cocotte con pellicola e lasciare in frigo per almeno 3 ore. Al momento di servire, distribuire un cucchiaino raso di zucchero di canna su ogni dessert e caramellare con l'apposito attrezzo o con il grill del forno.

Note: è possibile alleggerire il dessert sostituendo 250 ml di panna con la stessa quantità di latte.



Mousse Ivoire, matcha e pistacchio




Che il matcha, il cioccolato bianco e i pistacchi siano fatti l'uno per l'altro non è una novità.. è stato Hermè a lanciare questo "triangolo" vincente con i famosissimi tartufini, che impazzavano qualche tempo fa nella blogosfera francofona (per esempio qui e qui).
Questa non è nemmeno la prima volta che "acchiappo" l'idea per poi applicarla ad un'altra preparazione di base, e vi assicuro che con questi tre ingrdienti non si sbaglia mai!


Avevo delle fave Ivoire da utilizzare, l'idea della mousse è stata immediata: è facile, si prepara in un lampo e piace (quasi) a tutti; poi mi è saltato in mente di farci entrare anche il matcha..e a quel punto non potevo non finire con una bella manciata di pistacchi!



La ricetta: mousse Ivoire al matcha e pistacchi
Ingredienti:
200g di cioccolato bianco (Ivoire Valrhona)
150g di latte intero fresco
2g di gelatina (1 foglio)
200g di panna fresca
1 cucchiaino raso da tè di matcha
100g di pistacchi

Far bollire il latte, aggiungervi la gelatina precedentemente ammollata per 5 minuti in acqua fredda e ben strizzata, sciogliere bene. Fondere il cioccolato a bagno maria e versarvi sopra il latte girando delicatamente la crema con una spatola. Prelevare un terzo della crema ed unirvi il matcha setacciato, mescolare bene in modo da eliminare eventuali grumi. Lasciare intiepidire le creme ed incorporare 2/3 di panna semimontata alla crema bianca e 1/3 alla crema al matcha, lavorare dal basso verso l’alto con la spatola.
Versare nei bicchierini o nelle coppette la mousse bianca e ricoprire con uno strato più piccolo di mousse al matcha. Lasciare in frigo 3-4 ore, ricoprire con granella di pistacchi e servire.

DOLCI AL CUCCHIAIO
post pubblicato in Appunti: il meglio dalla rete., il 19 ottobre 2007
 
da http://lacilieginasullatorta.blogspot.com/search/label/al%20cucchiaio



Bicchierini di panna cotta





Devo ammettere di avere un vero debole per le fragole (e per le ciliegie, ovvio), quando sono tante e sono anche buone bisogna approfittarne! Sono perfette anche così, al naturale, ma.. perchè non trasformarle in un dolce fresco ed estivo?
Ed eccole abbinate alla classica panna cotta: semplice, versatile, fresca, si prepara in un attimo e continua a suscitare una grande approvazione; fatta di pochi e semplici ingredienti, basta un po' di fantasia per renderla ogni volta diversa. Se avete ospiti poi, i bicchierini sono l'ideale, è sufficiente tirarli fuori dal frigo..et voilà, dessert in tavola!


La ricetta : Panna cotta con gelèe di fragole

Panna cotta

Ingredienti:

300g di panna
200g di latte

50g di zucchero

1 stecca di vaniglia

10g di gelatina in fogli

Ammollare la gelatina in acqua fredda. Portare a bollore la panna con lo zucchero, il latte e la stecca di vaniglia; appena raggiunge il bollore allontanare dal fuoco e aggiungervi la gelatina ben strizzata, mescolare e lasciare a temperatura ambiente.


Gelèe di fragole

Ingredienti:
250g di fragole
1-2 cucchiai di zucchero
5g di gelatina in fogli

Lavare le fragole, eliminare le foglie e frullarle assieme allo zucchero; passare la purea ottenuta con un colino per eliminare tutti i semini delle fragole (non è obbligatorio). Ammollare la gelatina in acqua fredda. Scaldare una parte della purea a bagnomaria, senza che questa raggiunga il bollore, sciogliervi la gelatina e mescolare; unire al resto della purea avendo cura di mescolare molto velocemente.

Composizione del dolce

Versare i vari strati nei bicchierini o nelle coppette: ad ogni strato lasciare i bicchierini in congelatore per una ventina di minuti, prima di passare allo strato successivo. Una volta completati, lasciare in frigo qualche ora. Guarnire con frutta fresca e servire.

Varianti: la panna cotta, essendo molto neutra, può essere abbinata ad infinite gelatine a base di frutta fresca, basta sostituire le fragole con la frutta che più vi piace.








C
rème brûlée




 

Come si fa a resistere al piacere di rompere il sottilissimo strato di croccante caramello per scoprire la delicatezza della crema alla vaniglia?

Il successo di questo dessert sta proprio nei contrasti tra il croccante e la cremosità, tra il sapore forte del caramello e la delicatezza della crema.. senza dimenticare che i dolci al cucchiaio hanno sempre una marcia in più, mettono a proprio agio e hanno quel non so che di infantile.
Spesso questo grande classico della pasticceria francese viene bistrattato qua in Italia.. sfido, è quasi impossibile trovarne una che sia fatta a regola d'arte: la consistenza non è mai quella giusta, per non parlare dello strato di zucchero caramellato ammorbidito che fa proprio passare la voglia di affondare il cucchiaino e.. la Vaniglia dov'è?? Eppure vi assicuro che non ci vuole tanto, anzi!


La ricetta: Crème brûlée à la vanille

Ingredienti:
1 litro di panna fresca
9 tuorli d'uovo
150 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
zucchero di canna
Preriscaldare il forno a 150°C. Tagliare il baccello di vaniglia a metà, nel senso della lunghezza, prelevare i semi con l'aiuto di un coltello e metterli da parte. Sbattere i tuorli e lo zucchero con una frusta fino a sbiancare il composto. Versare la panna e i semi di vaniglia in un pentolino e scaldare su fuoco dolce, al primo accenno di bollore togliere subito dal fuoco, filtrare il tutto con uno chinois e versare gradualmente e molto lentamente sui tuorli avendo cura di mescolare continuamente; questo passaggio è molto importante in quanto permette di temperare i tuorli evitando che si cuociano. Distribuire in 6-9 cocottine individuali , riempiendole per 3/4; sistemare le cocottes in una teglia abbastanza alta e riempire d'acqua (le cocottes devono essere immerse per metà). Infornare e cuocere per circa 1 ora e 15', la crema dev'essere ben ferma sui bordi e morbida al centro.
Lasciar raffreddare completamente, coprire ogni cocotte con pellicola e lasciare in frigo per almeno 3 ore. Al momento di servire, distribuire un cucchiaino raso di zucchero di canna su ogni dessert e caramellare con l'apposito attrezzo o con il grill del forno.

Note: è possibile alleggerire il dessert sostituendo 250 ml di panna con la stessa quantità di latte.



Mousse Ivoire, matcha e pistacchio




Che il matcha, il cioccolato bianco e i pistacchi siano fatti l'uno per l'altro non è una novità.. è stato Hermè a lanciare questo "triangolo" vincente con i famosissimi tartufini, che impazzavano qualche tempo fa nella blogosfera francofona (per esempio qui e qui).
Questa non è nemmeno la prima volta che "acchiappo" l'idea per poi applicarla ad un'altra preparazione di base, e vi assicuro che con questi tre ingrdienti non si sbaglia mai!


Avevo delle fave Ivoire da utilizzare, l'idea della mousse è stata immediata: è facile, si prepara in un lampo e piace (quasi) a tutti; poi mi è saltato in mente di farci entrare anche il matcha..e a quel punto non potevo non finire con una bella manciata di pistacchi!



La ricetta: mousse Ivoire al matcha e pistacchi
Ingredienti:
200g di cioccolato bianco (Ivoire Valrhona)
150g di latte intero fresco
2g di gelatina (1 foglio)
200g di panna fresca
1 cucchiaino raso da tè di matcha
100g di pistacchi

Far bollire il latte, aggiungervi la gelatina precedentemente ammollata per 5 minuti in acqua fredda e ben strizzata, sciogliere bene. Fondere il cioccolato a bagno maria e versarvi sopra il latte girando delicatamente la crema con una spatola. Prelevare un terzo della crema ed unirvi il matcha setacciato, mescolare bene in modo da eliminare eventuali grumi. Lasciare intiepidire le creme ed incorporare 2/3 di panna semimontata alla crema bianca e 1/3 alla crema al matcha, lavorare dal basso verso l’alto con la spatola.
Versare nei bicchierini o nelle coppette la mousse bianca e ricoprire con uno strato più piccolo di mousse al matcha. Lasciare in frigo 3-4 ore, ricoprire con granella di pistacchi e servire.



da 
http://lacucinadiadina.blogspot.com/2007/10/mascarpone-soffice-zucca-arancia-e-caff.html

mascarpone soffice, zucca, arancia e caffé



 

 

Sempre dal libro di Oldani, un'altra ricetta che mi aveva incuriosita era questa mousse, che lui chiama semplicemente mascarpone soffice. Lo è, una sofficità infinita. Mi incuriosiva anche perché aveva pochi ingredienti, ma assolutamente ben calibrati, pesati. Ho voluto cimentarmi correttamente nella realizzazione di questo piatto, pesando tutto, anche le uova, e misurando la temperatura dello sciroppo di zucchero. Poi sapete che ho una passione per le mousse, no? E questa ha il sapore dell'autunno. E domani ho a cena delle amiche... Inoltre, mi è piaciuto scoprire le varie accezioni di meringa, spesso sottovalutate. Esistono infatti:
la meringa italiana, quella in questione. Si chiama così perché i francesi, padri della pasticceria, la chiamano così. Nella meringa italiana si separano con grande cura gli albumi dai tuorli e si montano a neve ferma. Si prepara uno sciroppo di zucchero facendo bollire lo stesso in acqua fino a vedere delle piccole bolle (quanto alla temperatura, non vorrei sbagliare scrivendo i gradi, alcuni parlano di 106°, altri 112°, altri 121°, mi riserverò di approfondire) e si versa a filo sugli albumi mentre si montano. La crema che si ottiene viene di norma usata per farcire i dolci, al posto della panna, o per l'ile flottante;
la meringa svizzera, la cottura avviene a bagnomaria. Si separano con grande cura gli albumi dai tuorli e si mettono in una bastardella con lo zucchero. Si mette la pentola sul fuoco e si sbatte il composto sino a che abbia raggiunto i 60°. Si ritira dal fuoco e si termina di montare per poi cuocerla in forno in forme varie. Cuoce a temperatura molto più alta della la meringa ordinaria: 120°, 140°;
la meringa francese, a freddo. E' la più comune, quella delle meringhette che mangiamo. Per prepararla si devono montare gli albumi (a temperatura ambiente), quindi si deve aggiungere lo zucchero a velo a cucchiaiate. Si sbatte l'impasto per diversi minuti con una frusta finché gli albumi gonfiano e diventano spumosi e bianchi, così chiamati a neve ferma. Per fare le meringhe, fate i ciuffi sulla teglia con l'aiuto di un sac-à-poche, e fatele asciugare in forno molto a lungo (60°-70°). Invero, non devono cuocere le meringhe, ma solo asciugare.

per il mascarpone soffice
100 g di panna montata
200 g di mascarpone
60 g di zucchero
5 g di gelatina in fogli
10 g di latte intero
40 g di tuorli d'uovo
100 g di albume d'uovo (più 120 g di zucchero e 40 g d'acqua)

per la zucca candita
200 g di zucca sbucciata a dadini
250 ml di acqua
100 g di zucchero

per la finitura
8 spicchi di arancia
polvere di caffé





Innanzitutto dovrete preparare una meringa italiana (vedi sopra): fate sciogliere 120 g di zucchero con 40 g di acqua, portateli alla temperatura di 121 °C e incorporate lo sciroppo ottenuto agli albumi che avrete iniziato a montare due minuti prima. Lasciate sbattere fino al raffreddamento della meringa. Otterrete un composto spumosissimo, denso, liscio e lucido.
Sbattete i tuorli con lo zucchero, unite il mascarpone. Ammollate la gelatina in acqua fredda, strizzatela e scioglietela nel latte caldo, aggiungetela al composto. Unite gli albumi montati a neve, la panna montata e amalgamate bene con l'aiuto di una spatola. Versate il composto negli stampini e mettete in frigo a rapprendere.
Per la zucca candita, tagliate la zucca a cubettini piccoli, fatela bollire due minuti in acqua e zucchero. Fatela raffreddare prima di scolarla.
Preparate il piatto, guarnendo il mascarpone soffice con la zucca a dadini, l'arancia tagliata a vivo (senza pelle bianca e buccia) e spolverando con della polvere di caffé.





Dunque, la storia del té verde in polvere, chiamato matcha o maccha, è una storia ormai che si rincorre lungo i mesi del blog in uno spazio esteso come tutti i blog che ho visitato, e sono tanti! Un mondo nuovo, il blog, prodotti inediti, ma solo fino a prima di conoscerli, orizzonti che si schiudono, ricerche da ponderare, manie da sviscerare e negozi da spogliare, curiosità pronte a prendere il volo per nuovi viaggi! Insomma, il matcha è una cosa non da tutti, ma per i bloggers è abbastanza per tutti. E l'ho voluto provare pure io, che non sono appassionata di té verde. Compiuta l'indagine di mercato consueta, il mio barattolino di polvere verde viene dal Korean Market di Roma, Via Cavour. Pure a Milano esiste, in svariati posti, ma la mia amica Simona, di Roma, me l'ha regalato gentilmente (su mia richiesta di andarlo a cercare... ) :-)

Quindi, ora che ho 'sto barattolino, che ci faccio? Proviamo con la panna cotta, mi son detta. E' carina un po' verdina, chissà il sapore. Et voilà, svelato il mistero. Té verde, ma delicatamente verde e delicatamente saporito. Buona.

per circa 6 stampini

400 ml di panna fresca
200 ml di latte
un baccello di vaniglia
100 g di zucchero
12 g di colla di pesce
2 cucchiaini di matcha o due bustine di té verde
50 g di cioccolato fondente
50 g di cioccolato bianco

In un pentolino, portare dolcemente a ebollizione la panna con il latte, lo zucchero e la stecca di vaniglia privata dei suoi semini. Nel frattempo ammollate la colla di pesce in acqua fredda, senza romperla, poi strizzatela e, a fuoco spento, aggiungetela alla panna. Inserite anche i due cucchiaini di matcha setacciandoli. Mescolate bene, finché la colla di pesce si sia sciolta. Bagnare con acqua fredda degli stampini e versateci il composto. Lasciate appena intiepidire, prima di mettere in frigorifero. Fate rapprendere, qualche ora ci vuole. Sformate la panna cotta su dei piatti e decorate con cioccolato fondente fuso a bagnomaria, e cioccolato bianco, a cui avrete aggiunto una punta di matcha, per renderlo verdino. Se usate il té verde in bustine, mettetele in infusione nella panna. Non sono certa che il colore venga altrettanto verde, ma il sapore forse sì. 


Budino al caffé con cioccolato e peperoncino



Dallo studio sull'agar agar ancora non completato (me ne manca di strada!) ne ho ricavato un budino al caffé. Questa ricetta l'ho inventata di sana pianta, ma il risultato era più che soddisfacente. Il sapore del caffé era intenso, ma non invasivo. Ed ha il vantaggio che si può fare un po' in anticipo.

per 2-3 budini
125 g di yogurt greco
125 g di ricotta
1 tazzina di caffé
150 ml di latte fresco
2 cucchiaini rasi di agar agar
2 g di colla di pesce
80 g di zucchero

per la colata
100 g di cioccolato fondente 60%
40 cl di panna
un pizzico di peperoncino in polvere

Mettete a sciogliere lo zucchero nel latte e portate a bollore. Aggiungeteci i due cucchiaini di agar agar, e continuate a mescolare per 2 minuti. Spegnete. Ammollate la colla di pesce in acqua fredda e aggiungetela al latte zuccherato. Versateci il caffé e fate intiepidire. Frullate la ricotta e lo yogurt greco. Versate il liquido di prima in questo composto di ricotta e yogurt e mescolate finché tutto sia ben amalgamato. Disponete negli stampini e mettete in frigo.
Per la finitura, fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con la panna. Fate intiepidire e servite cospargendo di peperoncino in polvere.




mousse di cioccolato bianco e lamponi






Fase uno: sperimentazione mousse. Voglio imparare a fare queste delicatezze, e questo è il primo esperimento. Dovrebbe avere una consistenza appena più compatta, secondo me, ma non è detto, e questa era comunque buona e spumosa. Accetto ogni tipo di suggerimento.

per sei mousse

per il pan di spagna
40 g di farina
40 g di fecola
75 g di zucchero
3 uova

per la mousse
200 g di panna fresca
40 grammi di zucchero
2 uova
4 g di colla di pesce (2 fogli)
100 g di cioccolato bianco
1 cucchiaio di latte

per la finitura
50 g di lamponi
20 g di zucchero
il succo di mezzo limone

Preparate la pasta base di pan di spagna lavorando in una ciotola i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare chiari e spumosi. Incorporatevi dolcemente gli albumi montati a neve ben soda e poco per volta aggiungete al composto la farina e la fecola insieme setacciate. Mettete della carta forno in una teglia rettangolare e versatevi il composto all'altezza di un cm di altezza circa. Questo perché la pasta si gonfierà durante la cottura e a noi serve che non sia troppo alta.Un cm va bene, si gonfierà circa il doppio, ma la taglieremo a metà. Se avanzate del composto versatelo in un'altra teglia. Mettete in forno caldo per circa 30 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare. Nel frattempo, rivestite con la carta forno (sarebbe meglio il
nastro acetato da pasticceria ma facciamo che compriamo una cosa per volta...) l'interno di cerchi per mousse, tagliando le striscioline più alte di un paio di cm o più. Tagliate con i cerchi il pan di spagna. Se lo stesso è troppo alto, dividete ogni cerchio in due (tipo un panino). Mettete ogni cerchio dentro allo stampo da mousse.

Montate la panna e tenetela in frigo. Mettete a bagno in acqua fredda i fogli di colla di pesce. Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco e, quando è fuso, aggiungetevi un cucchiaio di latte caldo mescolando bene per evitare grumi. Strizzate la colla di pesce e aggiungetela al cioccolato mescolando bene fino a completo assorbimento. Lavorate i tuorli con 40 grammi di zucchero. Montate a neve gli albumi e aggiungeteli ai tuorli. Da ultimo la panna e il cioccolato bianco. Deve risultare un composto omogeneo e liscio. Versatelo un poco per volta dentro agli stampini per mousse. Mettete in frigo.

Preparate il coulis di lamponi, frullandoli con lo zucchero e il limone. Se preferite, passatelo al setaccio. Versate un cucchiaio di coulis su ogni mousse e lasciate in frigo per qualche ora prima di gustare.

BISCOTTI
post pubblicato in Appunti: il meglio dalla rete., il 18 ottobre 2007
 
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