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TELEVISIONE..NO GRAZIE MEGLIO LA RETE ..leggere..commentare..scrivere
Vallanzasca
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2011

Vallanzasca - Gli angeli del male

Spietato, malinconico, buona rappresentazione  della  Milano anni 70-80  con un Kim Rossi Stuart eccellente se non fosse x quella pronuncia un poco da "bauscia" poco credibile, qualche divagazione  cinematograficha non rappresenta a pieno la realtà dei fatti, ma concediamo a Placido le attenuanti del caso.

Durante quel periodo ero spietatamente dedito ai giochi dell'adolescenza e mi fà specie ricordare poco e non essere consapevole di tali  terribili eventi come lo sono ora.. credo che stia succedendo anche ai nostri figli completamente distratti sugli eventi che accadono ..presi solo da cio che gli interessa.



VALLANZASCA SI CONFIDA AL “MATTINO”: “IO MITO UN PO’ PIRLA”

Renato Vallanzasca, Il Boss della Comasina, condannatoa 4 ergastoli e 260 anni di carcere per delitti commessi dalla metà degli anni Sessanta tra cui 7 omicidi, intervistato dal quotidiano Il Mattino si confessa:
“Non mi sento cattivo, ho solo il lato oscuro un pò pronunciato. Sto pagando per il male commesso. Qualcuno potrà anche dire che non ho ancora pagato abbastanza ma a questo punto non mi si parli più di reinserimento. Il carcere quindi è solo punitivo. Anche perchè, nel mio modo di pensare, se prima il detenuto Vallanzasca era giustamente segregato in carcere ora non possono più temere che io pericoloso… Ho avuto anche periodi molto lunghi di libertà, sei mesi per un'operazione all'anca e poi sono rientrato in cella. È stata durissima ma sono rientrato in cella. Quindi -rileva- non si può certo temere che scappi… La mia vita negli ultimi 15 anni dimostra che non voglio più avere a che fare con l'esistenza precedente. Oggi ho un rapporto col territorio nel quale vivo e con le persone che incontro, da pari a pari, da essere umano ad essere umano. Sono arrivato ad avere una possibilità di relazione con gli altri, mettendomi in discussione, che non credevo possibile”. Quanto al fatto di poter essere considerato in qualche modo un mito per alcuni giovani, Vallanzasca osserva: “diventa un vantaggio perchè smitizzo il mito. Li vedo e dico loro: ok hai ragione ma un mito che si è fatto 40 anni di galera non ti sembra un mito un pò pirla? Non voglio insegnare nulla ma la mia vita è un metro di paragone, costringe a pensare, a riflettere proprio su quello che non deve essere fatto… Quando vado a parlare con i ragazzi di una comunità li costringo a riflettere. Sono una prova di vita. Mi sento in debito con i tanti giovani che potrebbero pensare di essere i futuri Vallanzasca. Da anni sapere che posso dare loro una mano, anche ad uno solo di loro, è per me una cosa enorme. la cosa che mi auguro è che tra dieci anni ci sia chi dice che sì, è stato un cretino, ma ha saputo essere anche una persona valida. Penso che più delle parole contino i fatti e nei fatti sto cercando di dimostrare che a chiunque dovrebbe essere data una seconda possibilità”.
Ora il bel Renè è in regime di articolo 21, esce sei giorni a settimana e rientra in carcere alle 21,30 ogni sera.


La televisione
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2010
La televisione.



Non gli era possibile guardare la  TV senza pregiudizio.Guardava  e ascoltava ciò che già sapeva sarebbe  stato detto. Le sue occhiate  si ficcavano nello schermo, s’aggrappavano al conduttore, giornalista,o attore, a qualunque faccia dentro la scatola avesse movenza di parlare. Il suo sguardo disgustato, i suoi occhi profondi demolivano una per una quelle parole che sgorgavano e  si sparpagliavano tra le mura di casa. Soffriva nel vedere parole che frugavano, toccavano muri e mobilia e lordavano tutto con tanta impudenza. Quei verbi e frasi, se possibile,le avrebbe rincorse acchiappate una per una, per chiuderle nel vaso  di  vetro  con la farfalla secca che tanto amava…per farle  vergognare, vicino ad una cosa vera, che se pur  morta, esprimeva cose più sincere.

Riteneva La televisione responsabile della semina di  occulti  ideali, diffusore maligno di pubblicità a cui,la gente di “buona volontà”,non riusciva a sottrarsi.

Diceva che dalla scatola  uscivano parole all’ordine di qualcuno, parole travestite da altre parole che ogni sera vendevano ideali e cose per conto di celati potenti.

Guardava inorridito quelle immagini di giuochi e quiz demenziali, riusciva ad intuire in quel pubblico ordinato che batteva le mani, con movimenti scoordinati, storie di dolore e sofferenze di periferia.

Leggeva negli sguardi di tanti, il dramma, il tormento della vita quotidiana, nel seminterrato di un condominio che forse crollerà. Non capiva qual gioia  legava  il pubblico a quell’ora di finta vita  negli studi della scatola. Non afferrava il senso dell’applauso all’accensione della lampadina. Stimava più l’impennarsi del cavallo  bianco  allo  schiocco della  frusta circense,  di quel  pubblico tarocco.

Non comprava più il giornale da quando, rileggendo  pagine di anni fa, era come sfogliare le stesse  di oggi. Forse di  domani.

Nulla è cambiato nell’uomo di potere che dice di migliorarsi, per far credere il suo operato di vitale importanza per il “paese”.

I politici sono api regine affamate, oggi sotto la bandiera bianca, poi rossa, poi verde,  ma sempre, in realtà,con l’unico collettivo ideale dell’interesse privato o del proprio partito.

Non è quindi il sistema che conta, non il colore delle bandiere sotto cui parano gli uomini, ma è l’uomo stesso ed  il suo essere morale che non funziona.

Non capiva come fosse possibile tutto ciò.

Eppure viveva in un paese  considerato libero,era quindi forse questa libertà a provocare tal disagio…?

I suoi grandi occhi perforavano tutto, pure l’ingordigia dell’auditel, travestita da servizio d’informazione. Ogni giorno notizie eguali uscivano da voci e canali diversi, fiati servili ne mutavano il senso per il piacere dell’occulto padrone.

Così  giornalmente nutriva dubbi  sul sistema   in cui era impastato senza l’energia di venirne fuori.

L’intelligenza,l’eguaglianza,la giustizia le tante conquiste dell’uomo, svanivano  misteriosamente, in un giuoco di scatole cinesi oscuramente manipolato.

Il suo sguardo poi,si ficcava più a fondo,scopriva  magagne travestite da “parole”,vecchio tempio  della cultura che si inabissava nel tubo catodico della tv.

Non aveva il vigore di spegnere la scatola. pur condividendo con se stesso quel che pensava.

La sua  persona era così la prima a cui  rivolgere l’odio accumulato, l’acume penetrante delle sue  critiche. Era disgustato dal suo fare, impotente nel contrastare ciò che faceva da ciò pensava.

Quello era il sistema, a nulla serviva urlare e protestare.

Sapore di mare
post pubblicato in Diario, il 17 agosto 2010


Sapore di Mare

Il dilemma di cosa fare a Ferragosto per non cadere nel solito fare di sempre quest’anno mi ha  preso un poco alla sprovvista.  Pressato da più parti ,dopo tanto macinare sul dove e con chi andare, solo all’ultimo, un colpo di “genio”, ha illuminato il buio più profondo.



Il “di là del canale”di Porto Corsini,verso “i lidi ferraresi”, mi ha sempre affascinato perchè rivedo immutato ogni paesaggio dal tempo in cui, qualche anno fa, ero bambino. Differentemente dal  litorale Romagnolo,in mutazione continua, questa porzione d’Italia vive in un tempo  che sembra essersi fermato complice un’ immutato mutamento, un’immobilismo irreale. Mi piace molto andare x locali, in queste “praterie” vi sono posti ancora genuini con sane tradizioni  non votate al solo dio “turista”. L’idea di una gita in barca con partenza da Goro e cena abbinata, ha entusiasmato tutti nostri amici che prontamente hanno aderito alla proposta “Ferragostana”. Selezionati alcuni numeri tratti dalla rete siamo riusciti a combinare  il tutto con un solo giorno di anticipo: gita in barca sulla foce del Pò e ricca cena a base di pesce, sotto la guida di  Massimo che prontamente da “capitano” si è trasformato  in affabile”Metre” del suo locale. Abbiamo capito come mai non vi fosse troppa  rissa solo quando sono apparse certe e concrete le previsioni del tempo e sopprattutto quandogiunti  in banchina il livello del mare era quasi pari all’asfalto. Era in programma anche una gita(disdetta per maltempo) all'Isola dell'Amore che nel 2007 è stata indicata da Legambiente come una delle 13 migliori spiagge italiane. Formata dallo "scanno", cioè da una lingua di sabbia nella quale si formano delle dune che si muovono a causa delle maree e del vento, ospita oltre a canneti  spettacolari, alcune rare vegetazioni tipiche.

http://www.motonavecristiana.com/

Il vento, il colore salmastro intenso delle acque,il beccheggio impetuso dei pescherecci all’ormeggio,il tutto sferzato da un’intensa pioggia di vento ha colorato d’imprevisto una gita che tutti “ci ha detto” Massimo  hanno prontamente  disdetto. Il nostro  era l’unico battelo in gita sul Po’.

Qualcuno sulla barca ha pensato bene di applaudire “quel genio” che ha organizzato questa gita!!

Comunque  a bordo della motonave Cristiana  abbiamo fatto il nostro piacevole giro ricco di vedute indimenticabili e di scatti rubati ad una natura strepitosa. Certamente l’emozione della gita ha stimolato il nostro appetito che si è prontamente saziato al Ristorante  di Massimo:  “Ferrari”.

Un bel locale,arredato con gusto con anche pizzeria ci ha coccolato mentre fuori imperversava la bufera.Non è stato difficile scegliere dal menù piatti che accontentassero una variegata tavolata come la nostra. Qualche bambino ha voluto la pizza mentre noi adulti abbiamo preso un poco di tutto per  tutti:Misto mare a vapore.Cozze e vongole veraci alla marinara.Mix di frutti di mare gratinati.Carpaccio di pesce spada con verdure.Spaghetti alle vongole.Bigoli alla Ferrari.Anguilla alla griglia.Cappe sante gratinate.Fritto misto.

Devo dire che Massimo si è difeso. L’anguilla debitamente sgrassata alla griglia ha lasciato il segno e la voglia di mangiarne altra. Gli spaghetti alle vongole, le cozze e quello che la tradizione della terra Gorese da sempre propone hanno il sapore inteso di un mare ancora genuino vero “sapore di mare” mentre elaborazion”importate”forse dalla tendenza e la necessità di aggiornare un menù non hanno impressionato.

Discreto il frizzate vinello della casa, buono, per chi gradisce un fermo il Ribolla Gialla offerto dalla carta.

Onesto il conto per noi 14:15 euro x la gita e circa 25 euro a testa  per la cena.


http://www.facebook.com/album.php?aid=2075868&id=1490160651

Bikers foto
post pubblicato in Diario, il 21 maggio 2010


Demo e rete
post pubblicato in Diario, il 5 maggio 2010

La “democrazia”è una palla che ci vogliono mettere in tasca a tutti i costi

Poca democrazia non soddisfa nessuno……ma l’eccesso come nella disinvolta gestione italiana e, ancor più europea, ci vomita addosso incongruenze di non poco conto(mucca pazza, guerra del latte.pollo alla diossina e chissà cosa altro di cui per il momento siamo all’oscuro.).Le leggi, in nome della democrazia ,vanno gestite dal “popolo” con i referendum cosicchè si sperperano miliardi e non si fà lavorare un parlamento preposto :-))))  a tale compito succhiando e distribuendo soldoni La destra e a manca. Il mezzo “referendum” che si vanta di democratizzarci addirittura ci beffa tutti. Il finanziamento ai partiti è rimasto liberamente in auge dopo proprio un referendum ( promettendo giustizia e potere decisionale a tutti) che il popolo si era pronunciato di non voler più foraggiare. Molte persone che stanno nello specchio della televisione,al governo e dietro la tastiera del computer dei “midia” si crogiolano nei dintorni della parola “democrazia” beatificandosi agli occhi di molti ingenui nell’atto di fare sforzi per il bene di tutti e a sentir loro seminando democrazia a piene mani.

Dare il potere di decidere ha chi non è in grado, a volte, non per incapacità, ma per puri motivi pratici (quale ad esempio “arrangiatevi nel vostro lavoro che io ho il mio…!”) è divenuta arma di comodo per chi abusa del “potere” di avere “potere”.Ci allietano con le lotterie, il pallone, il totocalcio, qualche bella signora svestita che balla, e il contentino per beoti ed incapaci è confezionato.

Questo è l’andazzo disgustoso che massacra il paese alimentato dalla democrazia di non essere capaci di gestirla. I tempi sono cambiati è finita l’era dello sfruttamento medioevale. dovuto all’ignoranza dilagante. In quel tempo per non morire di fame si accettava di buon grado qualsiasi condizione di vita felici di evitare la morte per stenti.

Il baricentro dei bisogni si è spostato ora è iniziato il tempomedio dello sfruttamento dei deboli di mente, forti della.convinzione di essere capaci di “essere”. Forti della presunzione di sentirsi liberi, illusi padroni della libertà di avere ciò che vogliono e che in realtà non avranno mai perché il troppo di oggi non lo può avere e gestire nessuno. L’infelicità di non avere è la condizione che oggi campeggia nell’animo dell’uomo aspirando all’impossibile e dimenticando quello che già si possiede. Il “tutto”, il “superfluo” che serve troppo a tutti non lascia più spazio al necessario. Non c’è più la razionalità nel distinguere ciò che ha valore dall’immondizia che ormai ricopre tutto come un gigantesco “blob”. Dobbiamo purtroppo lentamente assimilare le condizioni di vita imposte dal progresso, accettare situazioni a cui non è possibile sottrarsi, divenute parte integrante della civiltà di oggi.

La “Rete” apre uno spiraglio almeno per quelli che non si perdono nella sua immensità di tentazioni.

La capacità di poter scegliere e scrivere ciò che si vuole per il momento in “rete” è  alla portata dei tanti nati con la generazione telematica o i pochi anziani come me che hanno avuto la lungimiranza di aggiornarsi. Interenauti  purtroppo ancora pochi in  e percentuale poco fastidiosa ai fini della gestione di chi è al potere,ridicola a confronto di chi sbava su programmi che propinano scempiaggini. a tutte le ore.

Programmi che fanno indici d’ascolto record danno metro-misura di ciò che vuole la gente e che i furbi “democraticamente” gli vendono.

La storia insegna che se c’è stata una civiltà, un mondo che è nato dal nulla, dall’argilla lavorata dei Sumeri, dal fango più melmoso della Mesopotamia.

Un mondo oggi  moderno  forse per  merito di chi ha avuto idee per costruire e mezzi per progredire (anche umani non scandalizziamoci, è stata una realtà che ci è voluta......forse se c’era un “Bertinotti” saremmo ancora all’età del bronzo........!!!) ed è stato in grado di imporre la sua forza, a posteri, beneficio dell’umanità tutta. Che volete che sia una miserrima vita ..?, anche la mia stessa nulla conta e a nulla vale se non la so difendere da tutto e da tutti.

Molti cercano lavoro e non lo trovano …certamente i posti con la camicia bianca pulita sono finiti chi dovrebbe fare certi lavori se non ci fossero gli immigrati?

Una volta acquisito il lavoro inizia la battaglia  x lavorare sempre di meno forti del fatto che spesso il lavoro statale”non concede il divorzio”.Nascono cosi lotte e discussioni infinite per un’ ora alla settimana di lavoro in meno. L’esubero di tempo libero rimasto oggi costa bei soldoni in ogni sua più semplice divagazione e non si capisce questa gente che ha così tanto tempo “e dice pochi soldi”da dedicare alla piazza che debba fare di importante nel tempo rimasto. Chi lavora in proprio il tempo di solazzarsi in piazza proprio non lo trova. Chi stà sempre in piazza e protesta di continuo dove trova il tempo per fare tutto ciò ..se non alle spalle di un datore di lavoro che paga o con l’aiuto dei sindacati organizzatori ?.

Altra malefica e corrosiva idea che si sta impossessando di molti è quella di “vincere” portando via spazio alla voglia di fare cose. Sono traguardi visionario per chi spera di cambiare la propria vita offerti da un governo divenuto biscazziere Incolonnando numeri e nulla facendo invece di concreto si continua a picchiare sulla pietra già rotta .

Cercare di fare, di produrre in proprio senza far leva sempre ed unicamente ( ma ciò è certamente compatibile se ben fatto ) sul personale squallido tornaconto è il contributo che si può dare al mondo per venire fuori dalla melma dalla mediocrità assoluta, ognuno lo deve fare in proprio, lontano dalla logica partitica o parastatale che comunque, e sempre, salva il culo, fuori dalla logica del buon senso, in un sistema contorto che incoraggia incapaci e falliti. Far cose in cui si crede senza il forsennato unico traguardo del denaro o dell’interesse mirato a ottenere qualcosa da qualcuno è una salvezza alla portata di tutti per la salvaguardia del nostro io di uomini .

Non parlo dell’uomo come genere umano ,dell’uomo che ci insegnano a scuola a valutare,non voglio citare la massa deforme che si trascina sulle strade e che è comune all’infrangersi perpetuo dell’onda sullo stesso scoglio da millenni ma cito l’uomo impegnato nel sacrificio di ritrovare se stesso, vero,immortale e sempre ed unico …mai ricalco di  altri .

Il genio umano non è così frequente ma certo non così raro come vogliono farci credere, l’importante è avere i mezzi e il carattere per esprimerlo condizione  fuori  portata dai molti accecati impegnati ad avere più del vicino.

Chi è nato per essere gregario, gregario deve rimanere.........e per il bene di tutti  deve mantenere la sua posizione  .....chi invece  è in grado di far progredire, ha il compito assoluto di farlo. Qui entra in giuoco l’intelligenza della persona che si deve valutare, ma spesso è la legge del libero mercato che limita i danni di innetti e  incapaci. Incapaci invece quotidianamente  assoldati dal governo di politicanti che invece prolificano come conigli. Mangiatori assoluti di tutto e del più non posso regalano tutto ciò (che non gli appartiene )e che gli  conviene  a chi in cabio cede favori  denaro o quant’altro. Quì ci vorrebbe una bella pulizia etnica .....a favore della giustizia sociale che così viene minimizzata a favore dei soliti noti, spesso incapaci e seduti  sulla “poltrona”  perché amici degli amici .!!      

Basta con queste assurde balle dell’uguaglianza .

Io possiedo la mia identità e la voglio mantenere come tale, non da accomunare ad altri….. nella salvaguardia della mia identità. Così la regione,così la nazione, la citta o il piccolo paese x finire nel condominio di casa nostra.

Unità d’Europa utile forse all’economia di chi ha i soldi per i grandi interessi è  il grande traguardo  che ci prospettano nell’utopia di una globalizzazizone del mondo che al contrario, nella sua quotidiana realtà, tende ogni giorno, ogni momento , ogni secondo, a subire divisioni separatismi, sempre più devastanti, reali, concreti,  giustificati dalla salvaguardia di una propria, giusta,sonora ,concreta unica  identità. Una globalizzazione che sta dilaniando identità di nazioni come la Grecia o l’Islanda.

 

L’Europa che si unisce in T.V. alla sola convenienza economica delle grandi industrie nella speranza di una pari lotta con il dollaro si sfalda in realtà giornalmente sempre più in ogni sua provincia, città,paese,comune,quartiere.

La prospettiva di una offerta massificata per produrre denaro a pochi si spaccherà  a favore della capacità del singolo di difendersi da tutto questo  creando,diversificando, costruendo soluzioni uniche, sincere e non solo votate al dio “denaro”.

La creazione di un’Europa unita data al popolino dai politici è utile solo a giustificare il continuo imbastire di  teoremi,congressi,dibattiti alle spalle di chi realmente produce.

La massa di signori che scaldano le sedie all’europarlamento,al parlamento ai comuni, è il concreto assemblaggio della bieca politica che aumenta sempre più la corsa a  posti di prestigio super pagati sotto la bandiera Europea del qualunquismo mascherato da interesse di parte mistificato a sacrificio a favore della comunità ,  parassitario in realtà  nei confronti di chi realmente lavora .

E’ chiaro che fino a che ci sarà l’offerta di tali posti di privilegio si manterrà attiva la corsa a coprirlo anche da persone oneste che non si chiamano “Giocondor”  .

In un’Europa dove l’Inghilterra subisce scissioni a favore dell’Irlanda,i paesi nordici se ne fottono dell’unità europea,  la Spagna a i separatisti Baschi la Yugoslavia è massacrata da divisioni etniche,l’Italia ha un Bossi che preme su di una  padania  libera che non esiste , il mio vicino mi guarda male se compro la macchina nuova e i forlivesi maledicono sulle strade le targhe di chi non è del loro paese si continua a volerci far credere ad un’unità dei popoli .

Uno strafottente disinteresse è il reale concreto puntello di chi è costretto dalla bieca politica e difendere i propri interessi fottendosene di quelli degli altri e coltivando il proprio giardino in “primis”. Questo si vede chiaro dalle dalle ultime votazioni : chi và a votare e solo quello che è immanicato politicamente  e deve trarre profitto dal suo voto tutti  gli altri ne hanno le tasche piene e vogliono essere lasciti in pace.

L’individualismo è il futuro del mondo....nell’individualismo stà tutto ciò che di buono si può ancora fare  visto che poi il denaro regola il resto. L’individualismo , l’interesse personale avanzano prepotentemente forse nel bene,forse nel male e    l’esperienza insegna  che nulla è   meno chiaro e sicuro di qualcosa in comune con altri. Quel che e mio e mio  e voi se volete  qualcosa dovete guadagnarvelo!!

Onoriamo di citazione anche la “ famiglia” che è fulcro dell’unità del mondo. Questa si sta sfaldando sta morendo sotto i colpi del consumismo che divora tutto  , si infrange, si  annulla nel cuore,nell’anima  costringendo le donne  e  le  mamme a lavorare  a  discapito  della famiglia . Uno stato civile dovrebbe sostenerle  perchè adeguatamente a casa curino ciò che da sempre la donna ha  curato e serve  al futuro più di ogni cosa : i figli

Figli che invece mancano perché le donne ora alla pari con gli uomini non sono più tali ma sono ,manager…..avvocati ..commercialisti  perdendo   un’identità che fino ad oggi ha cresciuto il mondo con il sacrificio  che molti più non conoscono  e che  dovrebbe tornare  di moda per dare valore ed unità  ai popoli e famiglie stesse.

I figli generazioni che saranno ,si spera, il nostro futuro ....il futuro del mondo rischiano di  perdersi …di  non sapere  a che padre e o madre rivolgersi  .

 

Non solo aperitivo.
post pubblicato in Diario, il 24 aprile 2010


Nella riviera romagnola “e non solo”,l’aperitivo è  divenuto ormai  consuetudine comune per molti anche “nn” giovanissimi che volentieri  sostituiscono, in uno dei tanti locali disponibili, la cena con un convivio serale.

Antiche osterie o ristorantini oramai fuori moda, sono stati rimpiazzati da locali che snocciolano parate di drinks internazionali,birre caratteristiche o bibite naturali con frutta fresca. A Genova per esempio è un classico il “gotto”, bicchiere di vino bianco ligure accompagnato dalla famosa focaccia, o il “baxeichito”, bibita a base di favoloso basilico ligure.

Qui in Romagna accogliamo ogni tendenza alla moda ma, il Mojto, ha“allungato” di una spanna sui diretti concorrenti

Il rito dell’aperitivo sta “conquistando”, da ormai qualche anno. Si ritrovano a partire dalle 20, o poco prima,i molti che lavorano tutto il giorno, cercando una piacevole “ disimpegnata”  fine giornata  con appuntamenti approssimativi a  cui “eventualmente”non è indispensabile esserci. Sempre più locali ‘allestiscono’ i  banconi con gustosi stuzzichini da accompagnare a drink e cocktail.

Il buffet con l’aperitivo offre orami qualunque cosa, pomodorini pachino, mozzarella, carciofini, porchetta,  mortadella tagliata grossa, pane tostato, olive, alici, capperi, salse di radicchio e di rucola….in tendenza molto cus-cus, con verdure, pollo al curry, risotti, paste calde e fredde ….alla domenica sera tutti i locali del genere sono affollati..le pizzerie pure non scherzano..ma qualcuno ancora mangia  casa ??…. è in arrivo la bella stagione….la migrazione verso i lidi è pressoché totale  e qui si apre un bel dibattito….!!

http://www.specialehotel.com/CMSData/images/Rimini%20Vecchia%20Pescheria.jpg

La"MOVIDA" RIMINESE

Le bevande, dal vino bianco e spumante, compresi cocktail facili e veloci da preparare, sono  a Rimini  la base per l' aperitivo in centro. La movida riminese ha il suo fulcro vitale alla”Vecchia Pescheria” e nella piazzetta delle Poveracce, a pochi passi da Piazza Cavour.  Osterie, wine bar, locali di tendenza si contendono un frullo di  giovani “imbarazzante”. L’appuntamento per un aperitivo, uno spuntino, un concerto, ma anche per la lettura di un libro nella Libreria Riminese che in estate è aperta anche la sera, è un’ottima alternativa ad una cena o alla “solita”pizza.

Seducente  è la cornice dell'antica pescheria, luogo in cui, sui i grandi banchi di marmo per la pulizia e la vendita del pescato, si animava un tempo il mercato del pesce. Ora è divenuto spazio x i giovani che, con un bicchiere ed un piattino non trovano posto nei locali sempre gremiti, e siedono così sui banconi di marmo.

Il tempo ha donato una seconda giovinezza a questo affascinante luogo, trasformandolo nel punto di ritrovo per riminesi e turisti di ogni età, che amano stare  vivere questa “ movida”.


http://www.ceraunavolta-ps.com/images/fotomenu/la_pescheria.GIF


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