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Vallanzasca
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2011

Vallanzasca - Gli angeli del male

Spietato, malinconico, buona rappresentazione  della  Milano anni 70-80  con un Kim Rossi Stuart eccellente se non fosse x quella pronuncia un poco da "bauscia" poco credibile, qualche divagazione  cinematograficha non rappresenta a pieno la realtà dei fatti, ma concediamo a Placido le attenuanti del caso.

Durante quel periodo ero spietatamente dedito ai giochi dell'adolescenza e mi fà specie ricordare poco e non essere consapevole di tali  terribili eventi come lo sono ora.. credo che stia succedendo anche ai nostri figli completamente distratti sugli eventi che accadono ..presi solo da cio che gli interessa.



VALLANZASCA SI CONFIDA AL “MATTINO”: “IO MITO UN PO’ PIRLA”

Renato Vallanzasca, Il Boss della Comasina, condannatoa 4 ergastoli e 260 anni di carcere per delitti commessi dalla metà degli anni Sessanta tra cui 7 omicidi, intervistato dal quotidiano Il Mattino si confessa:
“Non mi sento cattivo, ho solo il lato oscuro un pò pronunciato. Sto pagando per il male commesso. Qualcuno potrà anche dire che non ho ancora pagato abbastanza ma a questo punto non mi si parli più di reinserimento. Il carcere quindi è solo punitivo. Anche perchè, nel mio modo di pensare, se prima il detenuto Vallanzasca era giustamente segregato in carcere ora non possono più temere che io pericoloso… Ho avuto anche periodi molto lunghi di libertà, sei mesi per un'operazione all'anca e poi sono rientrato in cella. È stata durissima ma sono rientrato in cella. Quindi -rileva- non si può certo temere che scappi… La mia vita negli ultimi 15 anni dimostra che non voglio più avere a che fare con l'esistenza precedente. Oggi ho un rapporto col territorio nel quale vivo e con le persone che incontro, da pari a pari, da essere umano ad essere umano. Sono arrivato ad avere una possibilità di relazione con gli altri, mettendomi in discussione, che non credevo possibile”. Quanto al fatto di poter essere considerato in qualche modo un mito per alcuni giovani, Vallanzasca osserva: “diventa un vantaggio perchè smitizzo il mito. Li vedo e dico loro: ok hai ragione ma un mito che si è fatto 40 anni di galera non ti sembra un mito un pò pirla? Non voglio insegnare nulla ma la mia vita è un metro di paragone, costringe a pensare, a riflettere proprio su quello che non deve essere fatto… Quando vado a parlare con i ragazzi di una comunità li costringo a riflettere. Sono una prova di vita. Mi sento in debito con i tanti giovani che potrebbero pensare di essere i futuri Vallanzasca. Da anni sapere che posso dare loro una mano, anche ad uno solo di loro, è per me una cosa enorme. la cosa che mi auguro è che tra dieci anni ci sia chi dice che sì, è stato un cretino, ma ha saputo essere anche una persona valida. Penso che più delle parole contino i fatti e nei fatti sto cercando di dimostrare che a chiunque dovrebbe essere data una seconda possibilità”.
Ora il bel Renè è in regime di articolo 21, esce sei giorni a settimana e rientra in carcere alle 21,30 ogni sera.


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